Solidarietà con l’anarchico prigioniero Alfredo Cospito in sciopero della fame, 5 maggio 2017 [it, en]

Solidarietà con l’anarchico prigioniero Alfredo Cospito in sciopero della fame, 5 maggio 2017

Il 3 maggio l’anarchico Alfredo Cospito – prigioniero in regime di AS2 nel carcere di Ferrara per la gambizzazione dell’amministratore delegato di Ansaldo Nucleare, Adinolfi, e di recente destinatario di un altro mandato di arresto per l’operazione Scripta Manent – ha iniziato uno sciopero della fame della durata di dieci giorni contro la censura che gli blocca la maggior parte della corrispondenza in entrata e in uscita. Alfredo chiede ai compagni e alle compagne di spedire libri, riviste, lettere e materiale cartaceo in quantità, per sostenere il suo sciopero della fame e infrangere l’isolamento dettato dalla censura carceraria.

Il PM Sparagna di Torino impone la censura per i compagni e le compagne imprigionati/e per l’operazione Scripta Manent. Negli ultimi mesi la censura è divenuta più stringente e molta parte della corrispondenza viene sistematicamente censurata e bloccata; libri, giornali e spedizioni di ogni tipologia quasi mai giungono a destinazione. La censura ha colpito anche uno scritto che lo scorso dicembre Alfredo ci aveva spedito per essere pubblicato su “Vetriolo”. Così come in gennaio uno scritto è stato sequestrato ad Anna, per un’altra pubblicazione. Parallelamente nessuna copia del nostro giornale è giunta ad Alfredo e agli altri prigionieri: sequestrato dalle guardie, o spesso semplicemente scomparso.

E’ chiaro che se l’isolamento nei confronti dei compagni e delle compagne viene intensificato e reso così pressante è anche, e soprattutto, grazie alla censura e al blocco della corrispondenza. E’ chiaro che per il potere non è tollerabile che i compagni e le compagne possano continuare a contribuire al dibattito tra i refrattari e i nemici dell’autorità. Se il misero lavoro di spionaggio e la censura vengono sistematicamente intensificati è perché il potere suppone e immagina di poter annientare e ammutolire gli anarchici e le anarchiche nelle sue prigioni.

Bisogna fare dunque una breve analisi di questo odioso strumento del dominio. Il visto di censura è una disposizione, ordinata dal PM, che prevede che ogni lettera, in entrata e in uscita, venga letta dal secondino incaricato per questo infame lavoro, scannerizzata e inviata alla Procura. I frutti più succulenti di questo spionaggio dovrebbero poi venire utilizzati nel processo. Un ulteriore incremento di questo strumento è il blocco della corrispondenza: in questo caso il secondino, evidentemente seguendo linee guida indicate dalla magistratura, decide che non solo quella determinata lettera – come tutte le altre – verrà fotocopiata e spedita copia in Procura, bensì che essa non può entrare affatto nelle mani del destinatario. Il salto qualitativo applicato nei confronti dei compagni e delle compagne arrestate lo scorso settembre nell’operazione Scripta Manent è l’utilizzo sistematico di questo blocco. Negli ultimi mesi si è andati verso una progressiva intensificazione dei blocchi della corrispondenza, deteriorando ogni comunicazione e impedendo ormai ai prigionieri di ricevere qualunque tipo di pubblicazione rivoluzionaria.

Una dinamica obbiettiva che, senza vittimismo, va osservata e denunciata. Così come non possiamo non osservare che tale intensificazione non riguarda solo un singolo carcere (quindi le paranoie securitarie di quel singolo secondino o di quella singola direzione penitenziaria): è evidente che c’è una regia da parte della Procura di Torino. I solidali devono dire chiaramente e coraggiosamente che la responsabilità di questo comportamento liberticida è del dottor Sparagna.

Sparagna non è il solito PM da barzelletta delle numerose inchieste anti-anarchiche. E’ un «eroe» dell’antimafia. Un gran pezzo di Stato, apprezzato dalla buona borghesia, come testimonia la solidarietà espressa dall’associazione Libera nei suoi confronti, che arrivò persino a paragonare gli anarchici alla ‘ndrangheta. Come il dominio scelga i personaggi a cui affidare le proprie operazioni repressive, per le loro capacità o per le suggestioni simboliche che portano seco, è un altro elemento non trascurabile per una analisi e una pratica rivoluzionaria di solidarietà.

Nella consapevolezza che – nell’immediato, non in un radioso futuro – è la solidarietà nell’azione rivoluzionaria a poter spezzare questo isolamento e a poter distruggere le galere, esprimiamo la nostra solidarietà ad Alfredo in sciopero della fame e agli anarchici e alle anarchiche prigionieri/e.

Le compagne e i compagni della redazione del giornale anarchico “Vetriolo”

Pubblicato il 5 maggio 2017 nel sito internet di Croce Nera Anarchica.


Solidarity with imprisoned anarchist Alfredo Cospito on hunger strike, May 5th, 2017

On May 3th, the anarchist Alfredo Cospito — prisoner in high security regime AS2 of Ferrara prison for the kneecapping of Adinolfi, CEO of Ansaldo Nucleare, and recently recipient of another arrest warrant for the Scripta Manent operation — started a ten-days hunger strike against the censorship that blocks most of his incoming and outgoing correspondence. Alfredo is asking comrades to send lot of books, magazines, letters to support his hunger strike and break the isolation dictated by prison censorship.

The prosecutor Sparagna from Turin is imposing the censor against the comrades imprisoned for Scripta Manent operation. In the last few months the censorship has become more stringent, and a lot of correspondence is systematically censored and blocked; books, magazines and any kind of stuff sent him almost never reach the destination. The censor struck also a text that Alfredo sent us in December, to be published in “Vetriolo”. In the same way an Anna’s text, for another publication, was seized in January. At the same time, not one single copy of our journal reached Alfredo and other prisoners: seized by guards, or frequently simply disappeared.

It is clear that if isolation against comrades becomes more intense and so pressing is also, and above all, because of the censorship and the blocking of correspondence. It is clear that the power can not tolerate that comrades contribute to the discussion between rebellious and enemies of authority. The miserable work of spying and the censorship are systematically intensified because the power presumes and imagines that it can annihilates and silences the anarchists in its prisons.

It is necessary therefore make a brief analysis of this odious tool of dominion. The stamp of censorship is a order, by prosecutor, which requires that each letter, incoming and outgoing, has to be read by the prison guard in charge of this infamous job, scanned and sent to prosecutor’s office. The most tasty fruits of this spying should then be used at the trial. A further increase of this tool is the blocking of correspondence: in this case the prison guard, obviously following the guidelines set out by the magistracy, decides not only that a particular letter — as any other — will be photocopied and sent a copy to prosecutor’s office, but also that it cannot even reach the hands of addressee. The qualitative leap applied against the comrades arrested in September in operation “Scripta Manent” is the systematic use of this block. Over the last few months there’s been a progressive intensification in blocking of correspondence, deteriorating every communication and preventing the prisoners from receiving any kind of revolutionary publication.

An objective dynamic that, without victimization, has to be observed and denounced. In the same way, we can not fail to notice that such intensification affects not just one prison (therefore, it is not about the security paranoia of that single guard, or that single prison administration): it is clear that there is a direction by the the Turin Prosecutor’s Office. The solidarians must say clearly and bravely that prosecutor Sparagna is responsible for this liberticidal behaviour.

Sparagna is not the usual silly prosecutor of many anti-anarchist investigations. He is a «hero» of anti-mafia. He is a big-shot of the State, appreciated by the good bourgeoisie, as is evidenced by the solidarity expressed to him by the association “Libera” [major antimafia ONG], which went as far as to compare the anarchist with ‘ndrangheta [Calabrian mafia]. How the dominion chooses the figures to whom entrust its repressive operation, for their skills or for their symbolic suggestion, is another non insignificant element that cannot be ignored for an analysis and an revolutionary practice of solidarity.

With the awareness that — immediately, non in a bright future — only solidarity in revolutionary action can break this isolation and destroy the prisons, we express our solidarity to Alfredo on hunger strike ando to imprisoned anarchists.

Anarchists editors of anarchist journal “Vetriolo”

Published in anarhija.info website, May 5th, 2017.