Anarchici imprigionati

L’elenco che segue, periodicamente aggiornato e corretto, raccoglie gli indirizzi di anarchici e rivoluzionari attualmente imprigionati nelle carceri di tutto il mondo. I compagni necessitano di una solidarietà attiva, non di un mero supporto o sostegno (che comunque dovrebbe essere dato per assodato, perlomeno da chi intende sovvertire il presente stato di cose), quindi di una solidarietà concretamente rivoluzionaria. Raccolte di firme, «mail-bombing» e altri mezzi di pressione civile sono incompatibili e inconciliabili con la metodologia e l’etica anarchica. La solidarietà rivoluzionaria non contempla mezze misure o compromesso alcuno.

The following list, periodically updated and corrected, contains the addresses of anarchists and revolutionaries currently imprisoned in prisons around the world. The comrades need active solidarity, not a mere assistance or support (that should in any case be taken for granted, at least by those who intend to subvert the present state of affairs), therefore a concretely revolutionary solidarity. Collections of signatures, «mail-bombing» and other means of civil pressure are incompatible and irreconcilable with anarchist methodology and ethics. Revolutionary solidarity does not involve half measures or compromise.


ITALIA

Davide Delogu

Davide Delogu
C. C. di Caltagirone
Contrada Noce, S. Nicola Agrò
95041 Caltagirone (Ct)

Davide Delogu è un anarchico sardo condannato per alcune rapine e furti. Il 1 maggio 2017 ha tentato di evadere dal carcere di Brucoli (ad Augusta, in Sicilia), quasi riuscendovi. Il compagno è deportato dalla Sardegna e in anni recenti è stato rinchiuso nelle carceri di Brucoli (Augusta), Rossano Calabro, Palermo Pagliarelli, fino al recente trasferimento a Caltagirone.


Operazione Scripta Manent

Anna Beniamino
C. C. di Roma Rebibbia femminile
via Bartolo Longo 92
00156 Roma

Alfredo Cospito
C. C. di Ferrara
via Arginone 327
44122 Ferrara

Il 6 settembre 2016 sono stati arrestati cinque anarchici nell’ambito dell’operazione «Scripta Manent». Per altri due compagni già prigionieri (Alfredo e Nicola) viene imposta una nuova carcerazione e contestualmente agli arresti avvengono 32 perquisizioni domiciliari contro una trentina di anarchici. Nel corso di una di queste un altro compagno viene arrestato con l’accusa di possesso di materiali adatti alla realizzazione di ordigni, e scarcerato alcuni mesi dopo. Le principali accuse sono: di aver costituito o partecipato ad una «associazione sovversiva con finalità di terrorismo ed eversione dell’ordine democratico», in riferimento alla FAI (Federazione Anarchica Informale) e successivamente alla FAI–FRI (Federazione Anarchica Informale – Fronte Rivoluzionario Internazionale); solo per alcuni compagni, di «attentato con finalità di terrorismo», «atto di terrorismo con ordigni micidiali o esplosivi», «strage» e «possesso e trasporto di esplosivi» in riferimento a 11 azioni realizzate tramite pacchi-bomba e ordigni esplosivi tra il 2005 e il 2007, tranne una avvenuta nel 2016 (l’attacco al tribunale di Civitavecchia); sempre solo per alcuni compagni, di «istigazione a delinquere» con l’aggravante della finalità terroristica in riferimento alla pubblicazione dell’ultima edizione di “Croce Nera Anarchica” (quattro numeri tra il 2014 e il 2017) e per la gestione di alcuni siti internet.

Una consistente parte dell’operazione «Ardire» (giugno 2012), che comportò l’arresto di otto compagni, la custodia cautelare per altri due compagni all’epoca già prigionieri e innumerevoli perquisizioni, è confluita in Scripta Manent. Allo stesso modo, sono confluite in Scripta Manent innumereovoli indagini inerenti la FAI, alcune delle quali precedentemente archiviate e riaperte per l’occasione. Buona parte delle accuse riguardanti le azioni sono legate al raffronto, tramite perizie richieste dall’accusa, tra le rivendicazioni e lo stile scrittorio di alcuni imputati, per i quali, appunto tramite queste perizie, l’accusa avrebbe dimostrato la pertinenza alla FAI–FRI. Invece, per quanto riguarda l’attacco alla sede del RIS di Parma nel 2005, si aggiunge anche una contraddittoria traccia di DNA che è stata attribuita ad Alfredo (e che in passato, negli arresti richiesti per la cosiddetta operazione «Replay», era stata giudicata troppo frammentaria per essere considerata come prova effettiva).

Nei primi giorni di giugno 2017 è stata notificata un’altra indagine ad altri sette compagni anarchici, successivamente accorpata a Scripta Manent (i cui indagati quindi sono saliti a 23 persone). Il processo, iniziato il 5 giugno 2017 nell’aula bunker del tribunale di Torino presso il carcere de Le Vallette, ha come pubblico ministero Roberto Sparagna. Ad alcuni compagni è stata imposta la videoconferenza dal carcere, quindi l’impossibilità di essere presenti nell’aula di tribunale durante le udienze.

A partire dal mese di febbraio 2019 il p. m. ha esposto la sua requisitoria e in seguito le proprie richieste di condanna (poco più di 200 anni per 23 persone complessivamente, con pene massime tra i 29 e i 30 anni). Il 24 aprile, a seguito delle decisioni dei giudici, è stata emessa la sentenza di primo grado da parte del tribunale di Torino, che ha condannato cinque compagni: Anna a 17 anni, Marco a 5, Alfredo a 20, Nicola a 9, Alessandro a 5. Questi cinque compagni sono quindi stati riconosciuti come promotori o partecipi in una «associazione sovversiva con finalità di terrorismo ed eversione dell’ordine democratico», mentre i soli Anna e Alfredo sono stati condannati per sette attacchi esplosivi rivendicati FAI tra il 2005 e il 2007; Alfredo per tutte sette le azioni, mentre Anna per tutte tranne le due risalenti al 2005. Sono stati assolti da ogni accusa i restanti 18 compagni imputati (specificatamente, anche i compagni condannati sono tutti stati assolti per l’articolo 414 c. p., «istigazione a delinquere»). In particolare, tra i compagni assolti da ogni accusa a seguito della sentenza di primo grado, Danilo in carcere nella sezione AS2 a Ferrara e Valentina costretta agli arresti domiciliari (precedentemente anch’essa in carcere, prima a Latina poi a Roma Rebibbia femminile) sono stati scarcerati dopo poco più di due anni e mezzo in custodia cautelare.

Il 1 luglio 2020 è iniziato il processo d’appello. Essendo definitivamente entrata in vigore la normativa riguardo la videoconferenza, nessun compagno attualmente in carcere potrà essere presente in aula fisicamente.

Nel mese di agosto 2020 Anna è stata trasferita nel carcere di Roma Rebibbia femminile.

Il 24 novembre 2020 è stata emessa la sentenza del processo d’appello: Anna è stata condannata a 16 anni e 6 mesi, Alfredo a 20 (come in primo grado) in continuazione con la sentenza del processo per l’azione contro Adinolfi, Nicola a 1 anno e 1 mese in continuazione con la sentenza del processo per l’azione contro Adinolfi, Alessandro è stato assolto, Marco è stato assolto dall’accusa di «associazione sovversiva con finalità di terrorismo ed eversione dell’ordine democratico» ma condannato a 1 anno e 9 mesi per «istigazione a delinquere» in relazione a “Croce Nera Anarchica”. Oltre a ciò si sono avute ulteriori nove condanne ad altrettanti compagni per «istigazione a delinquere», tutte tra i 2 anni e 6 mesi e 1 anno e 6 mesi. Nicola, Alessandro e Marco sono stati scarcerati.

Alfredo e Nicola si trovavano già in carcere a seguito delle condanne (rispettivamente, a circa 9 e 8 anni ciascuno) nel processo dove erano accusati dell’azione di ferimento contro Roberto Adinolfi, amministratore delegato di Ansaldo Nucleare (Genova, 7 maggio 2012), azione rivendicata dal Nucleo Olga / FAI–FRI. Nel 2013, durante il processo, entrambi hanno rivendicato individualmente la realizzazione dell’azione.


Maddalena Calore

Maddalena Calore
C. C. “Ettore Scalas” — Uta
zona industriale Macchiareddu
2° strada ovest Uta (SP1)
09010 Uta (Ca)

Anarchica arrestata nel marzo 2017 a Cagliari per un residuo di pena di 4 anni e 3 mesi dovuto a precedenti condanne.


Operazione Panico

Il 3 agosto 2017 nel contesto di una operazione repressiva contro gli anarchici a Firenze, è stata sgomberata l’occupazione anarchica La Riottosa e sono stati arrestati otto anarchici, accusati di aver compiuto un attacco esplosivo contro la libreria «Il Bargello» (Firenze, 1 gennaio 2017), uno spazio legato a fascisti e al partito Casapound, e un attacco incendiario contro una caserma dei carabinieri nel quartiere di Rovezzano (Firenze, 21 aprile 2016). Durante lo scoppio dell’ordigno contro «Il Bargello» rimase gravemente ferito un poliziotto artificiere, che ha perso parte di una mano e un occhio. Tra le innumerevoli accuse, ci sono quelle di tentato omicidio e associazione a delinquere. Quest’ultima imputazione si lega alla cosiddetta operazione «Panico» (dal nome di un’altra occupazione anarchica fiorentina) che comportò delle perquisizioni e tre arresti il 31 gennaio 2017 e che è stata accorpata all’indagine scaturita negli arresti del 3 agosto.

Tranne Ghespe, tutti gli altri compagni sono stati successivamente scarcerati, alcuni dei quali dopo pochi giorni l’operazione repressiva. Tra marzo e aprile 2018 Giovanni e Paska sono stati nuovamente arrestati a seguito di una decisione della cassazione. Un altro compagno, anch’esso arrestato ad agosto 2017, è destinatario di altre misure restrittive. Nel mese di giugno 2019 Giovanni e Paska sono stati trasferiti agli arresti domiciliari. Il 21 giugno è stato trasferito agli arresti domiciliari anche Ghespe.

Il 22 luglio 2019 è stata emessa la sentenza nel processo di primo grado: una ventina di persone sono state condannate, tra cui Giovanni, Paska e Ghespe a pene tra i 9 anni e i 9 anni e 10 mesi circa (principalmente per le accuse inerenti l’azione del 1 gennaio 2017). Tra gli altri condannati, nove sono stati riconosciuti come partecipanti ad una associazione a delinquere e, tra questi, due compagne ritenute «cape» di tale associazione sono state condannate a pene tra i 5 e i 6 anni circa. Un compagno, anch’esso condannato per associazione a delinquere, è stato assolto dall’accusa di aver compiuto l’azione del 1 gennaio 2017. Tutte le condanne – eccetto quelle di Giovanni, Paska e Ghespe – sono sospese.


Paolo Todde

Paolo Todde
C. C. “Ettore Scalas” — Uta
zona industriale Macchiareddu
2° strada ovest Uta (SP1)
09010 Uta (Ca)

Anarchico sardo e indipendentista arrestato il 31 ottobre 2017 a seguito di una rapina a mano armata in un ufficio postale di Cagliari. Al termine del processo di primo grado è stato condannato a 6 anni di carcere.


Mauro Rossetti Busa

Mauro Rossetti Busa
C. C. di Agrigento
piazza Di Lorenzo 1
92100 Agrigento

Mauro Rosetti Busa è stato arrestato il 2 febbraio 2018 a Lucca, accusato di due attacchi incendiari avvenuti nella città lo stesso giorno, uno contro un distributore Eni e l’altro contro una sede di Casapound. A dicembre 2019 è stato condannato a 12 anni.


Operazione Ardesia

Leonardo Landi
C. C. — nuovo complesso
Contrada Cocari
89900 Vibo Valentia

L’anarchico Leonardo Landi è stato arrestato il 26 febbraio 2019 a seguito di una sentenza di cassazione relativa ad processo per una rapina avvenuta nel 2007, per cui alcuni anarchici vennero arrestati e indagati nel contesto dell’operazione «Ardesia». È stato condannato ad un residuo di pena di 2 anni e 8 mesi. Gli altri imputati condannati hanno scontato la sentenza.


Operazione Prometeo

Giuseppe Bruna
C. C. di Pavia
via Vigentina 85
27100 Pavia

Natascia Savio
C. C. di Piacenza “San Lazzaro”
strada delle Novate 65
29122 Piacenza

Il 21 maggio 2019 sono stati arrestati tre anarchici nel contesto dell’operazione «Prometeo», eseguita dai carabinieri del ROS. Sono state fatte anche alcune perquisizioni. L’accusa principale è di «attentato con finalità di terrorismo o di eversione», poiché ritenuti responsabili dell’invio di tre pacchi-bomba arrivati nel giugno 2017 ai p. m. Rinaudo, pubblico ministero in parecchi processi contro il movimento antagonista e gli anarchici, e Sparagna, pubblico ministero nel processo per l’operazione Scripta Manent, e a Santi Consolo, all’epoca direttore del DAP, il Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria, di Roma. Non sono accusati di alcun reato «associativo». Tra luglio e agosto 2019, a più riprese, con l’intenzione di aggravarne l’isolamento, sono stati trasferiti nelle carceri di Alessandria, L’Aquila, Terni, Sassari, Rossano Calabro, Piacenza e Pavia. Un compagno è stato scarcerato nel dicembre 2019. Il 22 giugno 2020, dopo più di un anno di custodia cutelare per Beppe e Natascia, c’è stata l’udienza preliminare per il processo.

Il 17 dicembre 2019 è arrivata a Beppe un’altra custodia cautelare, sempre eseguita dal ROS. È accusato di aver posizionato un ordigno incendiario contro un postamat presso un ufficio postale a Genova, nel 2016. In quel periodo le Poste sono state attaccate ripetutamente a causa della collaborazione nell’espulsione e deportazione dei migranti attraverso la compagnia aerea Mistral Air (controllata dalle Poste).


Anarchici arrestati il 22 maggio 2019

Juan Antonio Sorroche Fernandez
C. C. di Terni
strada delle Campore 32
05100 Terni

Il 22 maggio 2019 sono stati arrestati gli anarchici Juan e Manuel. Il primo compagno era latitante da circa due anni per alcune condanne definitive. Sono state perquisite due abitazioni in provincia di Brescia e due abitazioni di genitori di un compagno e una compagna nell’hinterland bresciano. Manuel, inizialmente fermato e il cui arresto è stato poi convalidato, è accusato di «favoreggiamento personale», con l’aggravante di «favoreggiamento alla sottrazione dell’esecuzione della pena» (in riferimento alla latitanza di Juan). Nei giorni seguenti sono avvenute altre perquisizioni presso le stesse abitazioni già visitate. Juan è stato arrestato anche per un mandato di cattura per delle accuse («strage» e «attentato con finalità di terrorismo») inerenti un attacco esplosivo contro una sede della Lega Nord (agosto 2018, Treviso).

Il 22 novembre 2019 Manuel è stato condannato a 3 anni e 2 mesi. Dal 5 marzo 2020 è stato posto agli arresti domiciliari con tutte le restrizioni, per poi essere scarcerato a luglio a seguito della seconda sentenza, con cui è stato condannato a 10 mesi con la sospensione condizionale della pena.


Operazione Scintilla

Carla Tubeuf
C. C. di Vigevano
via Gravellona 240
27029 Vigevano (Pv)

Il 26 novembre 2019 è stato arrestato nei pressi di Verona l’anarchico Peppe. L’accusa principale è di «fabbricazione, detenzione e trasporto di materiale esplosivo», per l’invio, nel 2016, di un plico esplosivo alla Ladisa, l’azienda che allora gestiva la mensa nel CPR di Torino. Un episodio già contestato, insieme ad altri, agli arrestati del 7 febbraio 2019 all’interno dell’operazione «Scintilla» (una nota della questura torinese ha definito l’arresto come un’estensione di questa operazione). Il 17 giugno 2020 si è tenuta l’udienza di cassazione che ha accolto il ricorso e ha declassificato il reato in quanto il materiale non è stato considerato esplosivo ma pirotecnico. Giovedì 9 luglio c’è stata l’udienza di riesame e il giorno seguente Peppe è uscito dal carcere, senza ulteriori restrizioni.

Il 23 luglio 2020, in Francia, è stata arrestata Carla, anarchica latitante dal 7 febbraio 2019 in quanto destinataria di un mandato d’arresto nell’ambito dell’operazione «Scintilla». Nel mese di agosto è stata estradata in Italia.


Operazione Bialystok

Nico Aurigemma
C. C. di Terni
strada delle Campore 32
05100 Terni

Francesca Cerrone
C. C. di Latina
via Aspromonte 100
04100 Latina

Roberto Cropo
C. R. “S. Michele” — Alessandria
strada statale per Casale 50/A
15121 Alessandria

Flavia Digiannantonio
C. C. di Roma Rebibbia femminile
via Bartolo Longo 92
00156 Roma

Claudio Zaccone
C. C. di Siracusa
strada Monasteri 20/C
Contrada Cavadonna
96100 Siracusa

In seguito ad una indagine partita dalla procura di Roma e denominata operazione «Bialystok», il 12 giugno 2020 sette anarchici sono stati arrestati in Italia, Spagna e Francia. Due compagni si trovano agli arresti domiciliari, mentre per cinque persone è stata disposta la detenzione in carcere. I cinque agli arresti in carcere sono accusati di «associazione sovversiva con finalità di terrorismo ed eversione», oltre che di «istigazione a delinquere» e alcuni reati minori (si tratta principalmente di gesti in solidarietà con gli imputati del processo «Panico» a Firenze). Una persona tra i cinque in carcere è accusata di aver preso parte all’attacco esplosivo del dicembre 2017 contro la caserma dei carabinieri nel quartiere San Giovanni, a Roma, azione rivendicata dalla Cellula “Santiago Maldonado” / FAI–FRI. Un compagno agli arresti domiciliari è accusato di un attacco incendiario contro tre automobili Enjoy (servizio di carsharing legato a ENI). Un altro compagno agli arresti domiciliari, Paska, è stato scarcerato su disposizione del tribunale del riesame.

Nel mese di luglio Francesca è stata estradata dalla Spagna e trasferita in Italia, nel carcere di Latina. Il 28 dello stesso mese Roberto è stato trasferito dalla Francia in Italia, nel carcere di Rebibbia, a Roma, per poi essere trasferito ad Alessandria ad agosto.


Casse di solidarietà con gli anarchici imprigionati in Italia:

• Cassa Anti-repressione delle Alpi Occidentali. Per informazioni e contatti rivolgersi alla e-mail cassantirepalpi[at]autistici.org.

Cassa di sostegno per l’anarchico sardo prigioniero deportato Davide Delogu. Iban: IT27E0306967684510327514549 — Intestataria: Laura Gargiulo — Per informazioni e contatti rivolgersi alla e-mail sardegnaanarchica[at]tiscali.it o consultare il sito internet sardegnaanarchica.wordpress.com.

• Cassa di solidarietà con gli anarchici imprigionati e imputati per l’operazione Scripta Manent. Iban: IT56M0567617295IB0000592586 — Intestatario: Omar Nioi — Banca: Banco di Sardegna — Codice Bic/Swift: SARDIT3S100 — Per informazioni e contatti rivolgersi alla e-mail cassamanent[at]anche.no

• Cassa di solidarietà con gli anarchici imputati nel processo per l’operazione Panico contro gli anarchici fiorentini. Carta postepay n. 5333 1710 9589 2077 — Intestataria: Micol Marino (Per chi preferisse effettuare un bonifico i dati sono i seguenti: Iban: IT22M3608105138272359572366 intestato sempre alla stessa persona — Agenzia: Poste Italiane) — Per maggiori informazioni rivolgersi alla e-mail panico2[at]inventati.org o consultare il sito internet panicoanarchico.noblogs.org.

• Per inviare contributi solidali per gli anarchici coinvolti nell’operazione Renata in Trentino. Carta postepay n. 5333 1710 7066 8120 — Intestataria: Kamilla Bezerra (Per chi preferisse effettuare un bonifico i dati sono i seguenti: Iban: IT04H3608105138216260316268 intestato sempre alla stessa persona — Codice Bic/Swift: PPAYITR1XXX — Agenzia: Poste Italiane).

• Per inviare contributi solidali per gli anarchici imprigionati per l’operazione Prometeo. Per sostenere economicamente Beppe e Natascia sono stati aperti due conti. Coordinate del primo conto: Carta postepay n. 5333 1710 9103 5440 — Intestataria: Vanessa Ferrara — Iban: IT89U3608105138251086351095 intestato sempre alla stessa persona | Coordinate del secondo conto: Carta postepay n. 5333 1710 8931 9699 — Intestataria: Ilaria Benedetta Pasini — Iban: IT43K3608105138213368613377 intestato sempre alla stessa persona.

• Per inviare contributi solidali per Peppe, anarchico arrestato per una indagine legata all’operazione Scintilla. Carta postepay n. 5333 1710 3675 7769 — Intestataria: Maria Emilia Grigolini — Iban: IT05P0760105138250239950240 intestato sempre sempre alla stessa persona.

• Per inviare contributi solidali per gli anarchici imprigionati per l’operazione Bialystok. Iban: IT40B3608105138206892206896 — Intestatario: Pietro Rosetti — Codice Swift/Bic: BPPIITRRXXX — Per maggiori informazioni rivolgersi alla e-mail iakovlev[at]riseup.net


GRECIA

Lotta Rivoluzionaria e imputati nei processi contro l’organizzazione

Nikos Maziotis
Dikastiki Filaki Domokou
T. K. 35010, Domokos, Fthiotidas — Greece

Panagiota Roupa [Πόλα Ρούπα]
Eleonas Women’s Prison, Dikastiki Fylaki Eleonas
T. K. 32200, Thebes — Greece

Giorgos Petrakakos
Dikastiki Fylaki Koridallou, Eidiki Pteriga
T. K. 18110, Korydallos, Athens — Greece

Lotta Rivoluzionaria è un’organizzazione anarchica che – a partire dalla notte del 5 dicembre 2003, con un doppio attacco esplosivo contro il tribunale di 1° grado ad Atene – ha compiuto innumerevoli azioni contro lo Stato e il capitale in Grecia. Le azioni e le analisi del gruppo si sono dirette contro strutture, apparati ed esponenti istituzionali e repressivi dello Stato greco (tribunale di 1° grado, commissariati e stazioni di polizia, polizia antisommossa, carcere di Korydallos, ministeri del lavoro e dell’economia, ex-ministro dell’ordine pubblico G. Voulgarakis), strutture del capitale a livello internazionale, esponenti del potere economico greco ed internazionale, compagnie multinazionali e strutture di altri Stati (ministero dell’economia, Citibank, Royal Dutch Shell, Eurobank, Borsa di Atene, Banca nazionale di Grecia, ambasciata degli Stati Uniti d’America).

Il 10 marzo 2010 Lambros Fountas, anarchico e membro dell’organizzazione, venne ucciso da dei poliziotti mentre si stava impossessando di un veicolo a Dafni (Atene). Il 9 aprile dello stesso anno una operazione repressiva portò all’arresto di sei anarchici, tra cui Pola Roupa, Nikos Maziotis e Kostas Gournas, che assunsero responsabilità per l’attività del gruppo, mentre un settimo non fu arrestato perché irreperibile. A seguito della scarcerazione in «libertà vigilata» (avvenuta l’11 ottobre 2011 per la scadenza del periodo di custodia cautelare in carcere), P. Roupa e N. Maziotis si resero irreperibili (15 giugno 2012). Il procedimento di primo grado del primo processo contro Lotta Rivoluzionaria si è concluso il 3 aprile 2013 con le condanne di P. Roupa, N. Maziotis e K. Gournas a 50 anni di carcere per ognuno, divenuti 25 in base ad un tetto legale di massima carcerazione previsto dall’ordinamento giuridico dello Stato greco, la condanna di altri due anarchici a pene tra i 7 e i 7 anni e 6 mesi e l’assoluzione di altre tre persone.

Il 10 aprile 2014 Lotta Rivoluzionaria fa detonare un’automobile caricata di 76 kg di esplosivo davanti alla sede della Banca nazionale di Grecia ad Atene. A seguito dell’azione l’edificio è gravemente danneggiato e, come riportato da un pubblico ministero durante un successivo processo, in caso di crollo (un eventualità solo sfiorata) il danno per lo Stato e per il sistema economico greco sarebbe stato enorme.

Il 16 luglio 2014 è stato arrestato Nikos Maziotis a seguito di una sparatoria con la polizia accaduta nel quartiere di Monastiraki, ad Atene. È rimasto ferito ad un braccio e ha rischiato di essere ucciso sul posto dalle forze repressive. Il 21 febbraio 2016, Pola Roupa, dirottando un elicottero, ha tentato di far evadere Nikos Maziotis dal carcere di Korydallos. Una operazione che avrebbe potuto comportare la liberazione anche di altri prigionieri.

Il 5 gennaio 2017 sono state arrestate Pola Roupa e Kostantina Athanasopoulou, che immediatamente (assieme a N. Maziotis) hanno cominciato uno sciopero della fame esigendo il rilascio del figlio di Nikos e Pola da parte delle forze antiterrorismo (il bambino è stato tenuto recluso in un reparto ospedaliero psichiatrico ed è stato rilasciato alcuni giorni dopo). Kostantina Athanasopoulou a seguito dell’arresto ha dichiarato di essere anarchica e membro dell’organizzazione. È stata scarcerata nel 2019, entrando in clandestinità prima della condanna nel quinto processo contro il gruppo, per poi essere arrestata a gennaio 2020.

Il 10 maggio 2019 N. Maziotis e P. Roupa sono stati condannati all’ergastolo nella sentenza del secondo processo contro Lotta Rivoluzionaria, per le accuse inerenti principalmente l’azione contro la Banca di Grecia (10 aprile 2014), tre rapine in banca, la sparatoria con la polizia in concomitanza con l’ultimo arresto di N. Maziotis e il possesso di armi ed esplosivi. Anche altri compagni sono stati condannati. Sempre nel 2019 si è concluso il procedimento di primo grado nel quinto processo contro Lotta Rivoluzionaria: K. Athanasopoulou è stata condannata a 35 anni e 6 mesi, P. Roupa a ulteriori 65 anni (principalmente per la tentata evasione dal carcere di Korydallos e alcune rapine in banca), N. Maziotis a ulteriori 24 anni e un altro compagno a 34 anni e 6 mesi. Fino ad oggi, circa sei processi principali (in corso o conclusi) sono stati aperti dallo Stato greco per le azioni di Lotta Rivoluzionaria.

Il 30 settembre 2020 è iniziata la corte d’appello per il quinto processo contro Lotta Rivoluzionaria.

Kostas Gournas è stato scarcerato nel 2019, Antonis Stamboulos nel giugno 2018, Vaggelis Stathopoulos e Christophoros Kortesis nel corso del 2018 (V. Stathopoulos attualmente si trova in carcere con altre accuse). P. Roupa, N. Maziotis, K. Gournas e K. Athanasopoulou hanno dichiarato la propria partecipazione al’organizzazione. Tutti gli altri imputati hanno sempre respinto ogni accusa.


Fotis Tziotzis

Fotis Tziotzis
Dikastiki Fylaki Larissas
T. K. 41110, Larissa — Greece

Anarchico accusato di rapina a mano armata e tentato omicidio di alcuni poliziotti.


Arresti per il tentativo di evasione dal carcere di Korydallos nel 2015 da parte della CCF

Christos Rodopoulos
Sofronistiko Katastima Domokou
T. K. 35010, Domokos, Fthiotida — Greece

Christos Rodopoulos è stato arrestato il 28 febbraio 2015 ad Atene durante una operazione repressiva che ha coinvolto alcuni anarchici e parenti dei membri imprigionati della Cospirazione delle Cellule di Fuoco. Il 3 marzo successivo, durante un’altra operazione, vennero arrestate altre tre persone. Tutti gli arrestati sono stati accusati e processati, a vario titolo, per accuse relative al tentativo di evasione dal carcere di Korydallos da parte dei membri della CCF nel 2015. Christos Rodopoulos, che rigetta ogni accusa, è stato condannato a 75 anni di carcere. Aggeliki Spyropoulou, arrestata il 3 marzo 2015 e condannata a 28 anni con l’accusa di aver organizzato, dall’esterno del carcere, il progetto per l’evasione, ha dichiarato e rivendicato la propria partecipazione. È stata scarcerata nel 2019.

I dieci membri della CCF sono stati scarcerati tra il 2018 e il 2019, dopo essere rimasti in carcere tutti tra gli 8 e i 9 anni circa.


Operazione repressiva del 20 maggio 2015

Spyros Christodoulou
Dikastiki Fylaki Larissas
T. K. 41110, Larissa — Greece

Il 20 maggio 2015, a Nea Anchialos, nel corso di una operazione antiterrorismo sono stati arrestati Grigoris Tsironis (che si trovava in clandestinità da 9 anni) e Spyros Christodoulou (anch’esso latitante e ricercato). A seguito degli arresti è stato trovato morto l’anarchico rivoluzionario Spyros Dravilas, probabilmente suicidatosi.

Spyros era evaso nel 2006 durante un permesso di uscita dal carcere di Korydallos, venne nuovamente arrestato nel 2008, e accusato di aver partecipato alla liberazione di due prigionieri dal carcere di Korydallos utilizzando un elicottero (giugno 2006). Nel 2009 venne condannato a 17 anni, rimanendo incarcerato nel carcere di massima sicurezza di Domokos fino all’estate del 2013, quando, ancora durante un permesso di uscita, evase, entrando nuovamente in clandestinità.


Marios Seisidis

Marios Seisidis
Dikastiki Fylaki Korydallou, A. Pteryga
T. K. 18110, Korydallos, Athens — Greece

Marios Seisidis è un anarchico arrestato nei pressi di Sparta il 4 agosto 2016, dopo 11 anni in clandestinità. È stato accusato di innumerevoli rapine in banca che sono state collegate al caso dei cosiddetti «rapinatori in nero», oltre ad alcune accuse di tentato omicidio contro poliziotti e guardie di sicurezza. Nel 2017 è stato condannato a 36 anni di carcere, ritenuto responsabile della rapina in banca di via Solonos (Atene, gennaio 2006), in cui venne arrestato l’anarchico Giannis Dimitrakis, e del tentato omicidio di due poliziotti e di un agente di sicurezza durante la stessa rapina. Per questi fatti, oltre a Marios Seisidis, sono stati ricercati Simos Seisidis e Grigoris Tsironis (arrestato a maggio 2015).


Kostantinos Yagtzoglou

Kostantinos Yagtzoglou
Dikastiki Fylaki Korydallou, A. Pteryga
T. K. 18110, Korydallos, Athens — Greece

Kostantinos Yagtzoglou è stato arrestato il 28 ottobre 2017 in una operazione antiterrorismo avvenuta mentre stava lasciando un appartamento, nel centro di Atene, che aveva affittato con un documento d’identità falso per aiutare un compagno perseguitato. È stato arrestato per una indagine sui pacchi-bomba che furono spediti (e in parte intercettati) a funzionari dell’élite economica e politica europea, nella primavera del 2017. Da allora è stato incarcerato ed accusato di aver partecipato a una organizzazione terroristica, nonché della costruzione e della spedizione dei congegni esplosivi a funzionari di istituzioni finanziarie e agenzie di rating in tutta Europa, nonché di tentativo di omicidio per il pacchetto che ha ferito Loukas Papadimos, ex primo ministro della Grecia. Il compagno ha dichiarato, fin dal primo momento del suo arresto e in una lettera aperta al movimento anarchico, che l’affitto dell’appartamento era una scelta cosciente nel contesto della solidarietà rivoluzionaria, mentre rigetta tutte le altre accuse.

Il 24 gennaio 2020 è stato condannato a 11 anni e 2 mesi di carcere, con le accuse di aver fornito o posseduto materiale esplosivo e di aver detenuto illegalmente armi e munizioni. È stato assolto dalle accuse di partecipazione ad una organizzazione terroristica (CCF), fabbricazione di ordigni esplosivi e finanziamento di una organizzazione terroristica.


Anarchici arrestati a Salonicco il 12 giugno 2019

Giannis Dimitrakis
Sofronistiko Katastima Domokou
T. K. 35010, Domokos, Fthiotida — Greece

Kostas Sakkas
Dikastiki Fylaki Koridallou, A. Pteriga
T. K. 18110, Korydallos, Athens — Greece

Giovedì 12 giugno 2019 tre anarchici sono stati arrestati a Salonicco durante l’espropriazione di un portavalori che stava per ricaricare un bancomat presso l’ospedale universitario AHEPA. Sono stati bloccati dalle forze antiterrorismo mentre stavano entrando in una macchina per abbandonare il luogo. Giannis Dimitrakis e Kostas Sakkas già in passato sono stati a lungo reclusi nelle carceri greche. Una terza compagna, Dimitra, è accusata di aver partecipato all’espropriazione.

Nel 2020 sono stati condannati: Giannis Dimitrakis a 11 anni e 6 mesi, senza attenuanti, Kostas Sakkas a 7 anni e 10 mesi, Dimitra a due anni, con una sospensione condizionale di tre anni.


Operazione repressiva del 9 novembre 2019

Vaggelis Stathopoulos [βαγγελης σταθοπουλος]
Dikastiki Fylaki Larissas
T. K. 41334, Larissa — Greece

Il 9 novembre 2019 un’operazione anti-terrorismo ha condotto all’arresto di due anarchici, accusati di rapina a mano armata e coinvolgimento in una organizzazione terroristica. Molte abitazioni sono state perquisite nell’area di Atene. Le autorità sono alla ricerca di un altro anarchico, cui sono rivolte le stesse accuse, e durante l’operazione è stata arrestata un’altra anarchica per delle accuse minori. Gli arrestati e il compagno latitante sono accusati di pertinenza al gruppo Organizzazione per l’Autodifesa Rivoluzionaria. Vaggelis Stathopoulos è già stato arrestato nel 2010 con l’accusa appartenenza a Lotta Rivoluzionaria, al termine del primo processo contro il gruppo era stato condannato a circa 7 anni.


Anarchici arrestati ad Atene il 29 gennaio 2020

Kostantina Athanasopoulou [Κωσταντινα Αθανασοπουλου]
Eleonas Women’s Prison, Dikastiki Fylaki Eleonas
T. K. 32200, Thebes — Greece

Giannis Michailidis [Γιαννης Μηχαιλιδης]
Malandrinou prison [Κ. Κ. Μαλανδρίνου]
T. K. 33053, Malandrino, Fokidas — Greece

Dimitra Valavani [Δήμητρα Βαλαβάνη]
Dikastiki Fylaki Korydallou, Gynaikeies Fylakes
T. K. 18110, Korydallos, Athens — Greece

Arrestati ad Atene il 29 gennaio 2020 durante una operazione repressiva volta all’arresto di Kostantina Athanasopoulou e Giannis Michailidis, che da tempo erano latitanti e ricercati. Sono stati arrestati a bordo di una automobile rubata e in possesso di armi da fuoco.

Kostantina Athanasopoulou si trovava latitante da quando era stata rilasciata su cauzione, nel 2019. Arrestata ad Atene il 5 gennaio 2017, assieme a Pola Roupa, e accusata di attività legate all’organizzazione anarchica rivoluzionaria Lotta Rivoluzionaria, è stata condannata in contumacia in uno dei processi contro Lotta Rivoluzionaria, sempre nel 2019, a 35 anni e 6 mesi.

Giannis Michailidis era evaso dal carcere rurale di Tyrintha nel giugno 2019. Arrestato nel febbraio 2013 assieme ad altri tre anarchici, per la doppia rapina a mano armata avvenuta a Velventos (regione di Kozani), al termine del processo è stato condannato a 16 anni e 4 mesi di carcere. Oltre a ciò, stava scontando una ulteriore condanna per uno scontro con la polizia a Pefki (area di Atene) nel maggio 2011. Durante un controllo, furono feriti da colpi di pistola due poliziotti e l’anarchico Theofilos Mavropoulos, a sua volta ferito, venne arrestato, mentre Giannis Michailidis riuscì a fuggire rubando l’automobile della polizia. Per questi fatti è stato condannato a 15 anni di carcere.


Casse e gruppi di solidarietà con gli anarchici imprigionati in Grecia:

Cassa di solidarietà per i militanti imprigionati e perseguitati. Per informazioni e contatti rivolgersi alla e-mail tameio[at]espiv.net o consultare il sito internet www.tameio.org. Per una presentazione della Cassa di solidarietà e una attualizzazione (in italiano) rispetto alle attuali attività leggere il testo Chiamata per il sostegno alla Cassa di solidarietà per i militanti imprigionati e perseguitati.

Croce Nera Anarchica — Nucleo anarchico di solidarietà. Per informazioni e contatti rivolgersi alla e-mail abcsolidaritycell[at]riseup.net o consultare il sito internet abcsolidaritycell.espivblogs.net (in greco e inglese).


SPAGNA

Claudio Lavazza

Claudio Lavazza
CP Teixeiro – modulo 11
carretera de Paradela s/n
15310 Teixeiro- Curtis
A Coruña (Espagne)

Nel 1996 tre anarchici e un refrattario furono arrestati durante una rapina in banca a Malaga. Nella sparatoria che seguì la rapina vennero ferite a morte due guardie. Claudio venne condannato a 49 anni, Giorgio e Giovanni a 48, Michele a 3. Inoltre, la corte di appello di Malaga, nel 1999, ha condannato Giovanni Barcia, Michele Pontolillo e Claudio Lavazza a 11 anni ognuno per un assalto al consolato italiano, sempre a Malaga, accaduto nel dicembre 1996. In quell’occasione il viceconsole italiano fu trattenuto da tre persone travisate che inviarono un messaggio in solidarietà agli anarchici arrestati in Italia per l’operazione «Pontelungo» (il cosiddetto processo Marini intentati contro decine e decine di anarchici), per poi allontanarsi con passaporti e denaro.

Claudio Lavazza ha altre condanne pendenti nello Stato francese e in quello italiano, dovute agli anni di lotta e di latitanza in vari paesi: sul finire degli anni ’70 prese parte alla lotta rivoluzionaria, partecipando in particolare ai Proletari Armati per il Comunismo, per poi approcciarsi alle idee anarchiche nel corso degli anni ’80, durante la latitanza. Nel novembre del 2019 il compagno è stato condannato a 10 anni di carcere di per una rapina avvenuta a Saint-Nazaire, in Francia, il 4 luglio 1986.

Il compagno Giovanni Barcia ha una condanna definitiva in Italia per il processo «Silocchi».


Anarchiche arrestate per la rapina in banca ad Aachen

Lisa Dorfer
C. P. Brians I
Carretera de Martorell a Capellades, km 23
08635 Sant Esteve Sesrovires — España

Ad aprile 2016 è stata arrestata una anarchica accusata per una rapina presso una banca ad Aachen (in Germania). La prova principale contro la compagna è una traccia di DNA. Per gli stessi fatti sono state arrestate anche altre due persone, un’anarchica e un anarchico, successivamente prosciolte. Lisa è stata condannata a 7 anni e 6 mesi di carcere. Il 13 marzo 2019 è stata trasferita nel carcere Brians I, in Catalogna.


Rodrigo Lanza

Rodrigo Lanza
Apartado de correos 33044, Ronda universitat 23
08007 Barcelona — España

Rodrigo Lanza è un anarchico in carcere da dicembre 2017, accusato di aver ucciso un fascista con un pugno, a seguito di un tentativo di aggressione. Il processo si svolto nel novembre 2019. L’accusa ha richiesto 25 anni di condanna ma il tribunale lo ha condannato a 5, a seguito di una ridefinizione del reato, in quanto l’intento non sarebbe stato quello di uccidere.


Gabriel Pombo Da Silva

Gabriel Pombo da Silva
C. P. Mansilla de las Mulas
Paraje Villahierro
24210 Mansilla de las Mulas (León) — España

Il 25 gennaio 2020, in Portogallo, è stato arrestato Gabriel Pombo Da Silva, che si trovava latitante da circa un anno e mezzo. Gabriel è un anarchico che è stato a lungo recluso nelle carceri spagnole e tedesche, condannato per delle rapine a mano armata. Nel 2012, mentre si trovava in carcere in Spagna, ha avuto un mandato di custodia cautelare dall’Italia per l’operazione «Ardire» (le cui indagini sono successivamente in parte confluite in «Scripta Manent», in cui è Gabriel è stato imputato e assolto con la sentenza di primo grado). Nel 2016 è stato scarcerato. Quest’ultima carcerazione (dal 2020) è causata dal fatto che le autorità spagnole ritengono che debba trascorrere ancora oltre 10 anni in carcere. Il 12 maggio è stato trasferito dal Portogallo alla Spagna.


Casse e gruppi di solidarietà con gli anarchici imprigionati in Spagna:

• Solidaritat rebel. Gruppo di solidarietà con le anarchiche arrestate per la rapina in banca ad Aachen. Per informazioni e contatti rivolgersi alla e-mail solidaritat_rebel[at]riseup.net o consultare il sito internet solidaritatrebel.noblogs.org.

• Quemando Arcas. Gruppo anti-repressione per l’operazione “Arca”. Per informazioni e contatti rivolgersi alla e-mail quemandoarcas[at]riseup.net o consultare il sito internet quemandoarcas.noblogs.org.

Per inviare contributi solidali per Gabriel Pombo Da Silva. Iban: ES06-0128-0180-3601-0009-8696 — Intestataria: Elisa Di Bernardo — Banca: Bankinter — Codice Bic/Swift: BKBKESMMXXX.


GERMANIA

Thomas Meyer Falk

Thomas Meyer Falk
c/o JVA (SV ABT), Herman-Herder str. 8
D 79104, Freiburg — Germany

In carcere dal 1996 per una serie di rapine, con una condanna a 11 anni e 6 mesi. Nel 2007 è stato finalmente rimosso dal regime di isolamento, gli sono state comunque ripetutamente rifiutate le richieste di scarcerazione per cui, benché dovesse uscire nel 2013, rimane in carcerazione preventiva perché ritenuto socialmente pericoloso in base ai reati commessi e all’atteggiamento mantenuto in carcere.


Casse e gruppi di solidarietà con gli anarchici imprigionati in Germania:

ABC Südwest. Per informazioni e contatti rivolgersi alla e-mail abc_suedwest[at]riseup.net o consultare il sito internet abcsuedwest.noblogs.org.

ABC Rhineland. Per informazioni e contatti rivolgersi alla e-mail abc-rhineland[at]riseup.net o consultare il sito internet abcrhineland.blackblogs.org.


REGNO UNITO

Sven van Hasselt

Sven van Hasselt
A3021ED, HMP Winchester
Romsey Road, Winchester, SO22 5DF
United Kingdom


SLOVACCHIA

Ladislav Kuc

Ladislav Kuc
Florianska 18
PS-C12
04142 Kosice — Slovakia

Condannato nel 2014 a 25 anni con le accuse di «possesso illegale di armi, confezionamento di esplosivi e terrorismo» in seguito a un’esplosione avvenuta in un McDonald’s nel 2011. È anche accusato di altri attacchi esplosivi contro torrette di caccia, lettere-bomba contro un veterinario e contro la compagnia Tesco Stores, oltre a lettere di minaccia all’Università di Medicina Veterinaria, Farmacologia e al quotidiano Sme. Nel maggio del 2016 l’accusa di terrorismo è caduta, quindi Ladislav è in attesa di una nuova sentenza.


RUSSIA

Alexandr Kolchenko

Alexandr Alexandrovich Kolchenko
56612, Chelyabinsk Oblast, Kopeysk, Kemerovskaja street, 20, ИК-6, unit 4, Russia

Aleksandr (o Oleksandr) Kolchenko è stato arrestato in Crimea a maggio del 2014 con l’accusa di partecipazione ad un «gruppo terrorista» che aveva pianificato esplosioni vicino al «memoriale del fuoco eterno» e al monumento di Lenin a Simferopol, oltre che di aver sabotato le linee ferroviarie e le linee elettriche. Kolchenko è sospettato anche di aver effettuato due attacchi incendiari contro la sede del partito Russian Unity e della comunità russa di Crimea e contro la sede del partito United Russia a Simferopol. Può ricevere solo materiale in lingua russa.


CILE

Rivoltosi imprigionati a seguito della rivolta generalizzata iniziata il 18 ottobre 2019

A partire dalla rivolta generalizzata iniziata il 18 ottobre 2019 migliaia di persone sono state incarcerate. Fino ad oggi molte di loro sono state poste agli arresti domiciliari, mentre altre rimangono in custodia cautelare.


Caso Bombas II

Juan Flores Riquelme
C. D. P. Santiago Sur (Ex-penitenciaria)
av. Pedro Montt 1902
Santiago de Chile, Chile

Anarchico arrestato il 18 settembre 2014 insieme a Nataly Casanova e Guillermo Duran nel contesto di una estesa operazione repressiva, accusato di aver collocato gli ordigni esplosivi che hanno colpito un vagone della metropolitana presso la fermata Los Dominicos (23 luglio 2014) e del SubCentro (8 settembre) nei pressi della Metro Escuela Militar, quest’ultimo attacco ha comportato il ferimento di diversi passanti. È anche accusato di aver partecipato agli attacchi dell’11 agosto 2014 contro due agenti di polizia, un’azione rivendicata dalla Cospirazione Internazionale per la Vendetta.

I tre arrestati sono arrestati e processati ai sensi della legge antiterrorismo. Juan Flores Riquelme è stato l’unico condannato: 23 anni di carcere, di cui 15 secondo la legge antiterrorismo per l’attacco al SubCentro, più 8 anni per la legge sul possesso delle armi e per lesioni per l’attacco alla metropolitana Los Dominicos. Nataly e Guillermo sono stati scarcerati.


Mónica Caballero e Francisco Solar

Mónica Caballero Sepúlveda
Centro de prisión preventiva de mujeres de San Miguel
San Francisco 4756, San Miguel
Región Metrópolitana — Chile

Francisco Solar Domínguez
Centro de detención preventiva Santiago sur – Unidad especial de alta seguridad
Avenida Pedro Montt 1902, Santiago Centro
Región Metrópolitana — Chile

Nelle prime ore di venerdì 24 luglio 2020, a Santiago del Cile, sono avvenute alcune perquisizioni e sono stati arrestati due anarchici, Francisco Solar e Mónica Caballero, accusati di diverse azioni con ordigni esplosivi tra il 2019 e il 2020.


Marcelo Villarroel e Juan Aliste Vega

Marcelo Villarroel
Unidad Especial de Alta Seguridad — Càrcel de Alta Seguridad
Modulo H Norte (2 piso)
1902 Avda. Pedro Montt
Santiago de Chile, Chile

Juan Aliste Vega
Unidad Especial de Alta Seguridad — Càrcel del Alta Seguridad
Modulo J (3 piso)
1902 Avda. Pedro Montt
Santiago de Chile, Chile

Marcelo Villarroel è un ex membro di Mapu Lautaro e prigioniero politico negli anni ’90, ora libertario anticapitalista. Marcelo è accusato di aver partecipato a una rapina a mano armata alla Santander Bank (Valparaíso, settembre 2007) e alla Security Bank (ottobre 2007), dove l’agente della repressione Luis Moyano è stato ucciso in uno scontro armato. Dopo essere rimasto latitante, è stato arrestato nel 2008 in Argentina, insieme a Freddy Fuentevilla, dove è stato processato per detenzione illegale di armi. Infine, alla fine del 2009, sono stati espulsi in Cile. A seguito dell’arresto che pone termine alla clandestinità, per Marcelo viene meno il cosiddetto «beneficio carcerario» (nel 2003, dopo 12 anni di carcere, Marcelo potè essere scarcerato proprio per effetto di tale «beneficio»), quindi la precedente condanna degli anni ’90 è tornata ad essere effettiva. Dopo un lungo processo, il 2 luglio 2014 Marcelo viene condannato per le rapine al Banco Santander di Valparaiso e al Banco Security. È stato condannato a 14 anni, con altri 40 anni di condanna dovuti alla precedente sentenza.

Juan Aliste Vega è anch’esso un ex membro di Mapu Lautaro e prigioniero politico negli anni ’90, accusato di aver partecipato alla rapina al Banco Santander (Valparaiso, settembre 2007) e al Banco Security (ottobre 2007), dove l’agente della repressione Luis Moyano è stato ucciso in uno scontro armato, così come un altra rapina a una terza banca. Juan è rimasto latitante fino al luglio 2010, quando è stato arrestato in Argentina ed espulso pochi giorni dopo. La procura ha chiesto l’ergastolo più 20 anni di carcere per aver ucciso il poliziotto, ferito l’altro e compiuto le tre rapine. Dopo un lungo processo, il 2 luglio 2014, Juan è stato condannato a complessivi 42 anni di carcere, suddivisi in: 18 per l’omicidio di Moyano, 10 per il tentato omicidio del poliziotto Abarca e 14 per la rapina al Banco Santander di Valparaiso e al Banco Security. È stato assolto per la rapina al Banco Santander di Agustinas.


Alejandro Astorga Valdès e Jorge Mateluna Rojas

Alejandro Astorga Valdès
Unidad Especial de Alta Seguridad — Cárcel de Alta Seguridad
Modulo J (3 piso)
1902 Avda. Pedro Montt
Santiago de Chile, Chile

Jorge Mateluna Rojas
Unidad Especial de Alta Seguridad — Cárcel de Alta Seguridad
Modulo J (2 piso)
1902 Avda. Pedro Montt
Santiago de Chile, Chile

Alejandro Astorga Valdès è un ex membro del MIR (Movimiento de Izquierda Revolucionaria, «Movimento della Sinistra Rivoluzionaria»), recatosi successivamente in Perù per unirsi al MRTA (Movimiento Revolucionario Túpac Amaru, «Movimento Rivoluzionario Tupac Amaru»). Dopo essere stato condannato nel 1993, in Perù, per un attacco contro l’istituto peruviano–statuniteste di Lima, ha scontato 12 anni di reclusione nel carcere di massima sicurezza «Miguel Castro Castro» fino al suo rilascio nel novembre 2005 e al suo ritorno in Cile. Viene arrestato il 17 giugno 2013, con Jorge Mateluna Rojas, dopo l’esproprio di un Banco Santander nel comune di Pudahuel, a seguito di un inseguimento con la polizia. È stato condannato per rapina con intimidazione (10 anni), più possesso di un’arma da guerra (3 anni e un giorno).

Jorge Mateluna Rojas è stato condannato nel 1994 all’ergastolo per accuse relative a varie azioni accadute durante la sua militanza nel FPMR (Frente Patriótico Manuel Rodríguez, «Fronte Patriottico Manuel Rodríguez»). Aggressioni, violazione della legge sulla sicurezza dello Stato, associazione illecita e omicidio di un agente di polizia. Tramite gli scioperi della fame, la solidarietà e le mobilitazioni in strada e all’interno delle carceri da parte dei prigionieri, è stata ottenuta la legge sulla grazia per i «prigionieri politici». In questo modo, nel 2004 Jorge Mateluna ha potuto essere scarcerato attraverso l’indulto presidenziale. Viene nuovamente arrestato il 17 giugno 2013, con Alejandro Astorga Valdès, dopo l’esproprio di un Banco Santander nel comune di Pudahuel, a seguito di un inseguimento con la polizia. Jorge ha scelto di seguire un percorso incentrato esclusivamente sulla difesa legale e sui suoi aspetti prettamente legali. È stato condannato per rapina con intimidazione (11 anni), ricettazione per l’auto rubata per la rapina (3 anni e un giorno) e possesso di armi da guerra (5 anni e un giorno).


STATI UNITI D’AMERICA

Theodore Kaczynski

Theodore Kaczynski
# 04475-046, Usp Florence Admax, U. S. Penitentiary
P. O. Box 8500, Florence, CO 81226, USA

Condannato all’ergastolo per avere inviato o collocato 16 tra pacchi postali esplosivi e ordigni a scienziati, ricercatori e compagnie aeree dal 1978 al 1995, provocando tre morti e 23 feriti. Una parte di queste azioni vennero rivendicate con la sigla Freedom Club. È stato arrestato dall’FBI il 3 aprile 1996.


Marius Mason

Marie (Marius) Mason
#04672-061, FMC Carswell
P. O. Box 27137, Fort Worth, TX 76127 USA

Marius Mason è un anarchico, ecologista per la liberazione animale, che dal 2008 si trova in un carcere federale negli Stati Uniti a scontare una condanna a 22 anni per aver compiuto degli attacchi incendiari a carattere ecologista. Nel 2014 Marius ha fatto coming out come persona trans e da allora chiede di rivolgersi a lui con il genere maschile. A seguito di ciò, il carcere non accetta la corrispondenza indirizzata a Marius, quindi per scrivergli bisogna indirizzarla a Marie (Marius) Mason.


Michael Kimble

Michael Kimble
# 138017, 3700 Holman Unit
Atmore, AL 36503, USA

Michael è un anarchico, gay e nero, che sta scontando l’ergastolo per aver ucciso un bigotto razzista e omofobo.


Nicole Kissane e Joseph Buddenberg

Nicole Kissane
# 20651-111, FCI Dublin, 5701
8th Street — Camp Parks, Dublin, CA 94568, USA

Joseph Buddenberg
# 12746-111, FCI Victorville Medium I
P. O. Box 3725, Adelanto, CA 92301, USA


Brian Vaillancourt

Brian Vaillancourt
#M42889, Robinson Correctional Institution
13423 East 1150th Ave
Robinson, Il 62454 USA

Brian Vaillancourt è un antispecista arrestato il 9 febbraio 2013 a Chicago per un presunto tentativo di incendio contro un McDonald’s. Sta scontando una sentenza a 9 anni di carcere.


Eric King

Eric King
#27090-045, FCI Englewood
9595 West Quincy Avenue
Littleton, CO  80123, USA

Eric King è un anarchico arrestato a settembre 2014 con l’accusa di aver lanciato due bottiglie molotov dentro l’ufficio di un governatore. Nel 2016 è stato condannato a dieci anni di carcere con l’accusa di aver posseduto «materiali esplosivi atti a commettere incendi dolosi su proprietà utilizzate o che incidono sul commercio interstatale». La sua data di rilascio è il 2 giugno 2023. Dal suo arresto e la successiva incarcerazione, è stato estremamente isolato dai suoi cari ed è ripetutamente preso di mira dalle guardie.